Come scegliere il kinesio tape giusto: i 3 parametri che nessuno ti spiega (e perché il tape del supermercato ti frega)

Ti racconto una scena che avrai visto mille volte. 

Il tuo paziente arriva in studio e, tutto orgoglioso, ti dice: "Sa, dottore, il tape me lo sono messo da solo. L'ho comprato al supermercato e ho guardato un video su YouTube." 

E la cosa incredibile è che a volte funziona pure. 

Ma tu non sei il tuo paziente. Tu il tape lo usi come strumento di lavoro. E qui casca l'asino, perché c'è una domanda che quasi nessuno si fa quando compra il tape: 

tutti i tape sono uguali? 

Ti do subito la risposta secca: no. E le differenze non sono piccole. Sono enormi.  

Il problema è che a occhio non le vedi. Due rotoli sembrano identici, magari costano quasi uguale, e tu pensi "vabbè, è tape, cosa vuoi che cambi". Poi lo applichi, e la differenza la scopri nel modo peggiore: davanti al paziente. 

Vediamo insieme come non farti fregare. 

La verità che nessun venditore ti dirà mai: provali 

Partiamo dal consiglio più onesto e anche il meno comodo da dare per chi vende tape. 

Se vuoi capire quale tape fa per te, comprane diversi e provali sulla tua pelle e sui tuoi pazienti. 

Solo provandoli riesci a sentire le differenze. E ti assicuro che dopo il primo confronto diretto non torni più indietro. 

La buona notizia? Non devi provarne cinquanta. Perché tra le decine di marchi in circolazione, quelli davvero di qualità si contano sulle dita di una mano. Diciamo tre, forse quattro. Gli altri, lasciali sullo scaffale. 

Ma cosa devi guardare esattamente quando li provi? Tre cose. Solo tre. 

Parametro 1: il collante (qui si gioca tutto) 

Il collante è il cuore del tape. E deve fare un lavoro quasi impossibile: essere delicato e tenace allo stesso tempo.  

Cosa significa in pratica? Deve avere tre qualità insieme

Deve rispettare la pelle. Un collante di qualità è sensibile sulla cute, non provoca irritazioni. Questo è il primo scoglio dove i tape economici falliscono: tirano, arrossano, danno prurito. E un paziente con la pelle irritata non è esattamente il tuo miglior biglietto da visita. 

Deve tenere per giorni. E qui viene il bello, perché — come abbiamo spiegato nell'articolo sulla neurofisiologia del tape — l'effetto del tape aumenta nel tempo: dopo 24 ore è migliore, dopo 3 giorni migliore ancora. Ma se il tuotape si arrotola e si stacca dopo mezza giornata, tutto quel potenziale te lo sei giocato. Peggio: se si stacca dopo mezz'ora davanti al paziente, hai fatto una figuraccia da dilettante. 

Deve staccarsi senza fare danni. Quando arriva il momento di rimuoverlo, un buon collante viene via senza strappare la pelle e senza lasciare quei residui appiccicosi che il paziente si porta dietro per due settimane. Anche questo l'ho visto succedere, ed è il tipo di dettaglio che il paziente ricorda. 

Delicato ma tenace. Aderente ma removibile. Trovare tutte queste qualità nello stesso collante è raro. Ed è la prima cosa che separa un tape professionale da uno qualsiasi. 

Parametro 2: il materiale (lo strato che tocca il lavoro) 

Sopra il collante c'è il tessuto vero e proprio. E anche qui la qualità non è un dettaglio. 

Il materiale giusto è un cotone con una leggera elasticità. Quella micro-elasticità è fondamentale: è ciò che permette al tape di accompagnare il movimento del paziente e di lavorare come deve, senza comportarsi come un cerotto rigido. 

Un tessuto scadente non ha questa capacità. È troppo rigido o troppo molle, non segue il corpo, e il risultato clinico ne risente. Ti sembra un dettaglio da poco? Ricordati che stiamo parlando di uno strumento che deve stimolare irecettori giusti per giorni interi. Se il materiale non è all'altezza, lo stimolo non è quello che credi di dare. 

Parametro 3: la pelle sensibile non è un caso da ignorare 

C'è poi una categoria di pazienti che manda in crisi i tape mediocri: le pelli sensibili. 

Neonati, bambini piccoli, pazienti anziani, persone con la cute reattiva o con una sensibilità al collante. Con un tape normale rischi irritazioni, e a volte ti trovi costretto a rinunciare del tutto all'applicazione. 

Un professionista serio non si fa trovare impreparato: tiene a portata di mano anche un tape sensibile, pensato apposta per queste situazioni. Così non devi dire di no a un paziente solo perché il suo tipo di pelle non tollera il collante standard. 

Piccola parentesi utile: molte delle "reazioni allergiche" che si vedono in realtà non sono allergie vere. Spesso dipendono da una cute non pulita bene prima dell'applicazione, o da un'applicazione troppo aggressiva, con troppatensione. Le allergie reali esistono ma sono rarissime. Ne parleremo meglio in un prossimo articolo. 

Perché ti consiglio (senza girarci intorno) Human Tape 

Adesso arriva la parte in cui ti aspetti la marchetta. E hai ragione, in parte. Ma lascia che te la spieghi come stanno le cose. 

I tape Human Tape che trovi su prosomed.com non sono un prodotto qualsiasi preso da un catalogo. Sono nati dall'esperienza clinica di Gregor Comploi, che li usa ogni giorno sui suoi pazienti — dagli atleti di vertice ai casiortopedici complessi. 

Il ragionamento dietro è semplice: se un tape deve funzionare sui miei pazienti tutti i giorni, deve avere il collante giusto (ipoallergenico, buona tenuta, rimozione pulita) e il materiale giusto. Non ci sono scorciatoie. 

Detto questo, sono onesto con te fino in fondo: prova anche gli altri buoni tape sul mercato. Sono quei tre o quattro di cui parlavamo. Fatti la tua idea con le tue mani. Sono sicuro che poi la scelta la fai da solo. 

La cosa che devi portarti a casa 

Il tape è uno strumento di lavoro. E come ogni strumento, la qualità cambia il risultato. 

Quando scegli, guarda tre cose: il collante (delicato, tenace, removibile senza danni), il materiale (cotone con leggera elasticità), e la disponibilità di una versione sensibile per le pelli difficili. 

E soprattutto: smetti di dare la colpa alla tecnica quando il problema è lo strumento. Se usi un tape che si stacca in mezza giornata e irrita la pelle, non è la tecnica che non funziona. È il tape sbagliato nelle mani giuste. 

> Vuoi capire perché il tape di qualità fa la differenza a livello di risultati? Parti da qui: Il kinesio taping funziona davvero? 

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Contenuti a cura di Gregor Comploi, fisioterapista, docente e responsabile scientifico Prosomed. Le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione di un professionista sanitario.