Blog
-
Luglio 25, 2026 10
Ti racconto una scena che avrai visto mille volte.
Il tuo paziente arriva in studio e, tutto orgoglioso, ti dice: "Sa, dottore, il tape me lo sono messo da solo. L'ho comprato al supermercato e ho guardato un video su YouTube."
E la cosa incredibile è che a volte funziona pure.
Ma tu non sei il tuo paziente. Tu il tape lo usi come strumento di lavoro. E qui casca l'asino, perché c'è una domanda che quasi nessuno si fa quando compra il tape:
tutti i tape sono uguali?
Ti do subito la risposta secca: no. E le differenze non sono piccole. Sono enormi.
Il problema è che a occhio non le vedi. Due rotoli sembrano identici, magari costano quasi uguale, e tu pensi "vabbè, è ta
-
Luglio 22, 2026 79
C'è una domanda che divide il mondo della fisioterapia in due tifoserie.
Da una parte ci sono quelli entusiasti: applicano il tape, il paziente si muove meglio, il dolore cala all'istante, e per loro è quasi magia.
Dall'altra ci sono gli scettici: "Il tape? Non serve a niente. Effetto placebo. Moda passeggera."
E tu, che il tape lo usi (o stai pensando di usarlo) davvero sul serio, ti trovi nel mezzo con una domanda legittima in testa: ma chi ha ragione?
Ti do subito la risposta, poi ti spiego il perché. Hanno ragione tutti e due. Ed è proprio questo il punto che nessuno ti dice.
-
Giugno 22, 2026 23
Se lavori con il tape ogni giorno e hai mai avuto risultati discontinui — oppure hai sentito dire che "il tape non funziona" — questo corso fa per te.
Il 2 luglio alle ore 20, Prosomed ospita una live gratuita con il Prof. Gregor Comploi, fisioterapista e docente, su un tema che divide da anni la comunità: la neurofisiologia del tape.
Perché il tape viene ancora messo in discussione?
Non è una questione di evidenza. È una questione di comprensione.
Chi ha ottenuto risultati incoerenti con il tape spesso non ne aveva chiaro il meccanismo d'azione. E senza quella base, l'applicazione diventa empirica — a volte funziona, a volte no. L'incostanza alimenta i dubbi, e i dubbi alimentano la narrativa che "il tape non
-
Marzo 09, 2026 15
Nel primo articolo abbiamo parlato di un problema che molti fisioterapisti conoscono bene:
Il paziente inizia il percorso. Dopo qualche seduta sta meglio. E poi sparisce.
Non perché non era soddisfatto. Non perché costa troppo.
Ma perché nella sua testa il lavoro era finito.
E tu probabilmente non gli hai mai spiegato che quella era solo la prima delle tre tappe.
Oggi entriamo nel concreto: come strutturare queste tre fasi in modo che il paziente capisca dove si trova e dove sta andando.
-
Febbraio 17, 2026 122
Hai presente quel paziente che dopo 4-5 sedute ti dice "sto molto meglio, grazie" e sparisce?
Non ti ha lasciato perché non era soddisfatto. Non ti ha lasciato perché costa troppo.
Ti ha lasciato perché nella sua testa il lavoro era finito. E tu — probabilmente — non gli hai mai detto che stava appena iniziando.
Questo è il problema reale della continuità terapeutica negli studi fisioterapici. Non è un problema di vendita. È un problema di comunicazione.
E si risolve con una cosa sola: dargli una


